IL CANE DA FERMA -SETTEMBRE / OTTOBRE 2010-
La ferma è quell’atteggiamento di immobilità che il cane mette in atto quando avverte l’emanazione del selvatico, per segnalarne la presenza.
Da un soggetto all’altro cambia il modo in cui si manifesta: c’è il cane che si appiattisce a terra, quello che si irrigidisce in piedi, chi alza la zampa, etc. Generalmente, la posizione che il cane assume è quella che aveva nell’istante esatto in cui gli è pervenuta l’emanazione.
ORIGINI
Non sappiamo ancora quando il cane abbia acquisito l’istinto della ferma abbandonando quello di far
frullare la selvaggina. Fra le prime notizie riguardanti la caccia coi cani da ferma, possiamo annoverare ciò che
scrisse Alberto il Grande (1193- 1280), Vescovo di Ratisbona, nel suo “De Animalibus”, in cui parla di cani che cercavano a fiuto le starne; l’autore descrive ausiliari che per istinto, una volta avvertita la presenza del selvatico, si accucciavano a terra.
Ma fu solo verso la fine del Medioevo, prima dell’invenzione delle armi da fuoco destinate alla caccia, che fece la sua apparizione il Cane da Rete, il quale, segnalata la presenza del selvatico, accucciandosi a terra, veniva poi ricoperto insieme ad esso da una rete lanciata dai cacciatori. Con la nascita e l’evolversi delle armi, dall’archibugio al fucile a pietra focaia, il cane divenne un ausiliare insostituibile, affinando e solidificando la propria ferma, che serviva a indicare la posizione della selvaggina.
IL LAVORO DEL CANE DA FERMA OGGI
Negli ultimi cinquant’anni le cose sono cambiate: esistono vari tipi di armi da fuoco specializzate, molti cacciatori non risiedono più solo nelle aree rurali, ma anche nei centri urbani, e anche i loro cani li hanno seguiti, trasformandosi da semplici animali da lavoro in ausiliari e compagni di vita di ogni giorno. Nonostante i tanti cambiamenti, il cane da ferma è rimasto un insostituibile alleato per il cacciatore nelle giornate di caccia. Le razze classificate nel gruppo 7 (Cani da Ferma ) della FCI sono numerose e lavorano ognuna secondo un diverso
stile di razza, ma hanno in comune la loro funzione durante la caccia: devono, infatti, trovare il selvatico, segnalarlo mediante la ferma al conduttore, farlo frullare (a comando) se necessario, in modo che il cacciatore possa abbatterlo; a questo punto, su comando, il cane deve rintracciare, recuperare e riportare il selvatico abbattuto. Di solito, in Sardegna, la caccia col cane da ferma è indirizzata verso un tipo di selvaggina di taglia ridotta, da piuma (Pernice Sarda, Quaglia, Beccaccia, etc) o da pelo (Coniglio Selvatico, Lepre Sarda), ma in alcune aree, anche verso i grandi ungulati come il Cinghiale Sardo (parliamo, naturalmente di aree dell’Isola in cui questo selvatico abbonda), sostituendo i Segugi con cani quali Setter, Pointer, e simili.
L’UTILIZZO DEL CANE DA FERMA NELLA CACCIA GROSSA
In alcune aree della Sardegna in cui è particolarmente presente, il Cinghiale viene cacciato anche con i Cani da Ferma.
Le mansioni dell’ausiliare sono le stesse di quando lo si utilizza per la caccia piccola; deve cercare il selvatico e segnalarlo al cacciatore, ma viene meno il riporto data la mole della preda.
Una caratteristica del Cane da Ferma utilizzato per la caccia grossa è la tendenza a spaziare maggiormente, perdendo, talvolta , il contatto col cacciatore; può accadere che abbai a fermo su Cinghiale, comportandosi similmente ai Segugi.
C’è da dire che il Cane da Ferma che osa troppo col Cinghiale messo spalle al muro, rischia spesso di rimanere ferito o ucciso, non essendo adatto fisicamente e psicologicamente ad affrontare tale animale corpo a corpo.
È bene quindi che chi vuole cimentarsi in questo tipo di caccia sia coscente del rischio che il proprio ausiliare corre.
Bisogna considerare anche un altra conseguenza dell’utilizzo del cane da ferma nella caccia grossa: portato sul Cinghiale sviluppa certe caratteristiche che non emergono se abituato alla caccia alla Pernice (es: spaziare di più, abbaia, affrontare il cinghiale, etc), pertanto se nella selezione futura si privilegeranno soggetti con tali caratteri “mutati” potrebbero venir meno secoli di selezione passati, volti a esaltare certe caratteristiche quali la solidità della ferma, il lavoro silenzioso dell’ausiliare, il riporto (presente istintivamente in alcune razze), etc, che hanno portato alla creazione di queste meravigliose razze canine che compongono il gruppo 7(Cani da Ferma)
Potrebberò così originarsi nuove linee di sangue di “cani da ferma per cinghiale” diverse dalle razze originarie.







