GESTIONE E ADDESTRAMENTO DEL CANE DA GUARDIA

il Pastore Maremmano Abbruzzese, cane da guardia delle greggi per antonomasia. Nella foto : Zeus (prop. M.Loi)
Dall’alba dei tempi l’uomo si è servito della collaborazione di un ausiliare insostituibile, che avvisava e all’occorrenza difendeva il territorio o il bestiame dalle irruzioni di popolazioni rivali e/o predatori.
Oggi, l’innovazione e il progresso hanno portato alla creazione di antifurto elettronici e mezzi sicuri contro questi pericoli, mettendo un pochino in ombra l’operato del cane da guardia e riducendo drasticamente il numero degli animali impiegati in questo tipo di lavoro.
Anche le razze da guardia non sempre esercitano il “mestiere” per il quale sono state selezionate, e ciò può provocare non pochi problemi a coloro che volendo accompagnarsi ad uno di questi animali, non tengono conto delle peculiarità di questi cani, pretendendo da loro prestazioni contrarie a ciò che è stato scritto nei loro geni.
- quante volte sentiamo alla tv di cani pastori (per esempio i maremmano-abbruzzesi) che, dimostrano la loro indole di guardiani anche se tenuti fuori da un contesto pastorale e mostrano aggressività verso gli estranei?
- quanti di questi cani a causa di un cattivo contesto o una cattiva gestione vengono purtroppo abbattuti?
- quante volte un cattivo rapporto cane-proprietario causa episodi di aggressività con conseguenze molto gravi?
L’utilità dei PERCORSI DI GESTIONE DEL CANE DA GUARDIA sta nel guidare il futuro proprietario nella scelta del giusto ausiliare, nell’aiutare l’uomo a porre le basi e gestire al meglio il rapporto con questi animali particolari, in modo da evitare problemi legati a incomprensioni tra le due specie che possono portare a eventi disastrosi.
TUTTO QUESTO, NON MI STANCHERO’ MAI DI RIPETERLO, SENZA L’UTILIZZO DI TECNICHE COERCITIVE VOLTE AD AUMENTARE AGGRESSIVITA’ E PERICOLOSITA’ DEI SOGGETTI, MA MIRANDO A UNA CORRETTA GESTIONE DI ANIMALI VERAMENTE SPECIALI, FACENDO LEVA SULLA RELAZIONE TRA LORO E IL PROPRIETARIO.







