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- La Domesticazione

LA DOMESTICAZIONE

Come per le origini del cane, anche riguardo alla domesticazione, vi sono tante e controverse teorie.

Probabilmente i branchi di Lupi si stabilirono in prossimità degli insediamenti umani, trovando un facile pasto fra i resti degli animali uccisi dagli uomini. Si presume che, almeno inizialmente, i nostri antenati scacciassero i Lupi dagli accampamenti; quando poi si resero conto dell’utilità del richiamo d’allarme dei Lupi, che consentiva di accorgersi in anticipo dell’arrivo di predatori o intrusi, probabilmente gettarono loro qualche resto di cibo; inoltre gli uomini si accorsero che quando i Lupi seguivano gli spostamenti dei cacciatori alla ricerca della preda, si accorgevano della sua presenza già da notevole distanza grazie al loro fiuto.

Tuttavia si era ancora lontani dalla domesticazione.

Infatti l’uomo sarebbe stato un folle a pensare di potersi portare a casa un Lupo adulto con la pretesa di usufruire dei suoi servigi in cambio di cibo; l’uomo che si fosse cimentato in tale impresa sarebbe diventato lui stesso il pasto del Lupo. E’ quindi probabile che il primo “Cane” che entrò nella capanna dell’ Homo Sapiens fosse un lupacchiotto sicuramente in fase di imprinting (sennò non avrebbe mai accettato la convivenza con un altra specie), ovvero intorno al mese di età.

Sicuramente era un cucciolo orfano,”mamma lupa” non avrebbe mai permesso che glielo portassero via.

Magari l’uomo-cacciatore prese quel cucciolo esclusivamente per farlo crescere e ingrassare, per  sfamare la famiglia.

Ma forse qualcuno- la moglie, i figli del cacciatore, o lui stesso magari – arrivò ad affezionarsi a quel batuffolino combina guai e a volergli bene; quel cucciolo crebbe probabilmente spensierato fra i giochi dei bambini, ma col passare dei mesi, magari apprezzava di più la compagnia del capofamiglia, cominciando forse a seguirlo durante le battute di caccia.

Sicuramente l’uomo notò che il Lupo col suo fiuto contribuiva a stanare la preda e a catturarla, pertanto è plausibile che volle premiarlo con parte del bottino. Un altra attitudine del lupacchiotto che l’uomo primitivo  sicuramente apprezzò era quella di buon guardiano, che emergeva ogni volta che un estraneo si avvicinava all’accampamento.

CERTO, QUESTE SONO SOLO IPOTESI, PER ORA NON SAPPIAMO REALMENTE COME SIANO ANDATE LE COSE.

La domesticazione del cane avvenne all’incirca nello stesso periodo in tutto il mondo.

Probabilmente l’uomo prese con sè altri cuccioli e selezionò pian piano quelli più docili, adatti alle sue esigenze.

Grazie agli studi dei paleontologi, che hanno esaminato i fossili riguardanti il cane, si è dato un nome alle varie sottospecie originatesi in periodi e zone diversi.

Già nel neolitico, ai tempi delle palafitte e  della pietra levigata, il cane era presente presso gli insediamenti umani: il Canis Familiaris Palustris (Cane delle Torbiere), simile agli Spitz attuali, diffuso a tutte le latitudini e imparentato con tutte le razze canine.

Da lui discendono:

  • Il Canis Familiaris Matris Optimae (Lupoide): antenato dei Cani da Pastore e dei Lupoidi in generale
  • Il Canis Familiaris Intermedius (Braccoide):  predecessore dei Braccoidi, dei Segugi, di alcuni

Spitz e alcuni Levrieri

  • Il Canis Familiaris Inostranzewi (Molossoide ): antenato dei Molossoidi
  • Il Canis Familiaris Leineri (Graioide): progenitore di alcune razze di Levrieri, Spitz e Terrier

 

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